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Vitelli: «Formazione, innovazione e servizi più semplici: l’Ordine di Caserta al fianco degli ingegneri e del territorio»

Intervista all’ingegner Luigi Vitelli, presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Caserta, dopo il Congresso nazionale di Trieste.

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Vitelli: «Formazione, innovazione e servizi più semplici: l’Ordine di Caserta al fianco degli ingegneri e del territorio»

Intervista all’ingegner Luigi Vitelli, presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Caserta, dopo il Congresso nazionale di Trieste.


Caserta, ottobre 2026

Presidente, quale bilancio traccia del Congresso di Trieste?

«È stata un’importante occasione di confronto sul futuro della professione. Il tema “Nuove frontiere, nuove responsabilità” riassume bene la sfida che abbiamo davanti: accompagnare l’innovazione con competenza e consapevolezza del nostro ruolo nella società.

Si è discusso di intelligenza artificiale, sostenibilità, evoluzione della professione e formazione. L’Ordine di Caserta ha partecipato attivamente, con particolare attenzione alle nuove tecnologie e al rapporto tra università e accesso alla professione. Torniamo con idee e stimoli da tradurre in attività concrete per gli iscritti».

L’intervento di Federico Faggin l’ha particolarmente colpita. Quale messaggio ne ha tratto?

«Mi ha offerto una riflessione importante sulla centralità dell’uomo nel rapporto con la tecnologia. L’intelligenza artificiale elabora dati e produce risultati che dobbiamo saper comprendere, interpretare e verificare. La rapidità di una risposta non sostituisce il giudizio del professionista.

Dobbiamo avvicinarci a questi strumenti con serenità e preparazione, conoscendone possibilità e limiti. Il principio è chiaro: l’intelligenza artificiale deve essere uno strumento al servizio di un fine scelto dall’uomo. La valutazione e la responsabilità delle decisioni devono rimanere umane».

Quali prospettive vede per la laurea abilitante e il tirocinio?

«Il percorso verso la laurea abilitante può rafforzare il collegamento tra preparazione universitaria ed esercizio professionale. In questa prospettiva, il tirocinio deve offrire un’esperienza effettiva: affrontare problemi concreti, conoscere le responsabilità dell’ingegnere e acquisire consapevolezza delle regole deontologiche.

Stiamo lavorando per sviluppare una maggiore sinergia con l’università, soprattutto sulla formazione. Vogliamo favorire il confronto tra docenti e professionisti e accompagnare i giovani nel passaggio dagli studi al lavoro, seguendo con attenzione gli sviluppi della riforma».

Quali saranno le prossime iniziative dell’Ordine di Caserta?

«Conclusa la fase congressuale, procederemo speditamente con corsi di formazione, seminari e convegni, costruendo un’offerta vicina alle esigenze degli iscritti. Dedicheremo attenzione all’innovazione e ai temi che incidono sul lavoro quotidiano dei colleghi.

Parallelamente, stiamo lavorando per rendere più semplici e rapide alcune procedure, comprese quelle relative all’individuazione delle terne per i collaudi, assicurando chiarezza, trasparenza e rispetto dei requisiti. Vogliamo un Ordine accessibile, capace di ascoltare e di offrire servizi utili».

L’Ordine è stato impegnato anche nell’emergenza dei Campi Flegrei. Quale contributo avete offerto?

«Abbiamo partecipato attivamente alle attività legate all’emergenza, grazie al raccordo con la Struttura Tecnica Nazionale e alla disponibilità dei colleghi. Rivolgo un ringraziamento particolare all’ingegner Marco Carozza, nostro referente regionale, che si è impegnato sin da subito, favorendo il coordinamento e la partecipazione.

Ringrazio tutti gli ingegneri che hanno messo tempo e competenze a disposizione delle comunità coinvolte. Questa collaborazione esprime concretamente la funzione sociale della nostra professione e l’importanza di operare all’interno di una struttura organizzata, a supporto delle istituzioni e del territorio».

A che punto sono le altre attività istituzionali del Consiglio?

«Il lavoro procede con continuità. Abbiamo curato gli adempimenti di nostra competenza per la costituzione del Consiglio di disciplina e l’individuazione dei componenti delle commissioni per gli esami di Stato.

Sono impegni che riguardano aspetti fondamentali della professione, dalla correttezza deontologica all’accesso dei nuovi ingegneri. Stiamo lavorando bene, con una solida partecipazione alle attività e un impegno concreto nella formazione, nel miglioramento dei servizi e nella collaborazione con il territorio».

Lei è anche dirigente tecnico del Comune di Caserta. Come vive questo doppio impegno?

«Con onore e senso di responsabilità. Lavoro al Comune capoluogo da circa quattro anni: un’esperienza impegnativa, che mi ha fatto crescere professionalmente e personalmente. In particolare, considero importante l’opportunità di lavorare, nell’ultimo anno e mezzo circa, al fianco della Commissione straordinaria, offrendo il mio contributo tecnico e amministrativo.

La presidenza dell’Ordine e la dirigenza comunale comportano funzioni distinte, ciascuna con le proprie responsabilità. In entrambi gli ambiti cerco di assicurare impegno, equilibrio e disponibilità al confronto, nella consapevolezza che il lavoro tecnico incide concretamente sulla vita delle persone».

Come è nato il suo incarico al Comune capoluogo?

«Venivo dall’esperienza di funzionario tecnico in altri Comuni e il mio arrivo a Caserta si è concretizzato in circostanze inizialmente non previste. Per l’incarico era stato individuato un altro collega; quando il suo ingresso non si è concretizzato, la scelta è ricaduta su di me. All’epoca ero già vicepresidente dell’Ordine degli Ingegneri di Caserta.

Ho accolto questa opportunità con gratitudine e piena consapevolezza dell’impegno richiesto. È stato un passaggio professionale importante, che ho affrontato mettendo a disposizione l’esperienza maturata e mantenendo la volontà di imparare e di assumermi le responsabilità del ruolo».

Quale messaggio vuole rivolgere agli iscritti?

«L’Ordine sta lavorando e vuole farlo con la partecipazione dei colleghi, ascoltandone esigenze e proposte. Formazione, servizi più semplici, attenzione ai giovani e presenza sul territorio sono le nostre priorità.

Il Congresso ci ha dato ulteriori stimoli: adesso dobbiamo tradurli in iniziative utili. Vogliamo affrontare il cambiamento con fiducia e preparazione, mantenendo al centro la competenza, la responsabilità e il valore umano della nostra professione».

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